I più spettacolari vulcani dell’ Indonesia

I vulcani dell' Indonesia sono avvolti da miti e leggende e sono ben noti per i paesaggi lunari surreali.

I vulcani Indonesiani, avvolti da miti e leggende, sono ben noti per i paesaggi lunari e per i loro crateri fumanti da dove si può vedere il ribollire delle viscere della terra.

In Indonesia ci sono almeno 150 vulcani attivi compreso il Krakatau e il Tambora, entrambi famosi per le loro devastanti eruzioni nel XIX secolo. Una tale concentrazione di vulcani è dovuta alla posizione geografica sul cosidetto “Anello di Fuoco”, in cui le placche tettoniche pacifica e indiana vengono spinte dalla placca euroasiatica. Il movimento tettonico delle placche crea eruzioni vulcaniche e devastanti terremoti, seguiti da tsunami come quello di Sumatra nel dicembre del 2004.

I vulcani hanno da sempre esercitato un fascino irresistibile per l’uomo, un misto di venerazione e di terrore. Ecco la nostra lista dei più straordinari vulcani in Indonesia.

Monte Krakatau, Giava

 Monte Krakatau, Giava

Basta fare una gita in barca per andare a vedere cosa è rimasto dopo l’esplosione di un supervulcano tra i più potenti al mondo.
L’esplosione del 1883, fu così violenta che i suoi boati mostruosi furono uditi fino alla costa occidentale dell’Australia. Le ceneri oscurarono il cielo per giorni e una serie di devastanti tsunami si scagliarono contro le coste di Giava e Sumatra..
Pochi avrebbero immaginato che il Krakatau si sarebbe spento in un modo così violento ma allo stesso tempo spettacolare. L’intera isola di disintegrò dall’esplosione e dai pezzi, si formò un altro vulcano chiamato Anak Krakatau (figlio di Krakatau). Quest’ultimo ha un temperamento un po’ irrequieto e di tanto in tanto vomita una pioggia di rocce incadescenti accompagnate da fumi e ceneri.

Monte Bromo, Giava

 Monte Bromo, Giava

Caratterizzato da un paesaggio lunare di proporzioni epiche, il Monte Bromo è uno dei luoghi più incredibili dell’Indonesia.
Immerso in un mare di ceneri e sabbie vulcaniche, si erge sacro e misterioso. Non è il più alto di Giava, ma il suo fascino non sta nelle dimensioni, ma nel suo ambiente surreale.
Emerge dalle viscere dell’antica caldera del vulcano spento Tengger, ed è affiancato degli altri due vulcani Kursi e Batok.
Nelle immediate vicinanze, c’è l’ombra inquitante del Monte Semeru, il più alto di Giava ma anche uno dei più attivi, che occasionalmente copre l’intero panorama con le sue ceneri.

Kelimutu, Nusa Tenggara

 Kelimutu, Nusa Tenggara

Un paesaggio surreale con tre laghi vulcanici di colore diverso. L’escursione al Kelimutu  è quasi obbligatoria per coloro che si recano a Nusa Tenggara. Non ci sono modi migliori per iniziare una giornata che ammirare il sorgere del sole dal Kelimutu, con la foschia che filtra la luce solare rivelando a poco a poco lo spettacolo dei tre laghi vulcanici. Ognuno con una tonalità diversa. Un lago di color turchese, l’altro marrone scuro con macchie di color ruggine e un altro ancora che appare come un vetro pitturato di nero lucido. I colori sono così densi che i laghi sembrano essere coperti da uno spessore di vernice.

Monte Agung, Bali

 Monte Agung, Bali

La scalata del vulcano attivo Agung comporta circa 4-5 ore di trekking in salita. E’ un po faticoso e richiede tante energie, ma è un’esperienza spirituale unica.
Il monte Agung è la montagna più alta e più sacra di Bali, alta 3,124 metri, anche se alcuni ritengono che abbia perso un po’ a seguito dell’eruzione nel 1963.
La leggenda balinese vuole che il Monte Agung sia stato creato dal dio indù Pasupati con un  frammento del Monte Meru, considerato l’asse centrale dell’universo.
Sulla sommità della montagna c’è un cratere ovale di circa 700 metri di diametro

Monte Kerinci, Sumatra

Monte Kerinci, Sumatra

Situato nel parco nazionale di Kerinci Seblat, l’habitat di rinoceronti, tigri, elefanti e orsi, il Monte Kerinci è la vetta più alta di Sumatra ed è uno dei vulcani più attivi dell’Indonesia. Nonostante si innalzi 3.805 metri slm, la scalata non è troppo difficile e viene fatta in circa 8 ore di trekking in salita. Una volta raggiunta la sommità del vulcano, si potrà godere di una vista spettacolare del lago Danau Gunung Tujuh, delle valli e delle montagne circostanti.

Monte Api, Molucche

 Monte Api, Molucche

La scalata di questo vulcano situato nell’arcipelago di Banda, è un’esperienza straordinaria che vi offrirà la vista di un’alba spettacolare.
Piccolo ma diabolico, il vulcano Api, alto 666 metri, è sempre stato una minaccia per Bandaneira, Lonthoir e per chiunque tenti di coltivare i suoi fertili pendii. L’eruzione del 1988 è stata fatale per 3 persone locali e ha distrutto più di 100 abitazioni. Le ceneri hanno oscurato il sole per giorni alterando il clima.
Storicamente le eruzioni del Monte Api erano viste dagli indigeni come un cattivo presagio che avrebbe portato intrusi nel territorio.

Monte Rinjani, Lombok

 Monte Rinjani, Lombok

Magari potete unirvi alla fila di pellegrini che scalano il picco sacro, sulla cui sommità si trova un grande lago di una bellezza incantevole.
Per i balinesi, che vengono qui almeno una volta l’anno, il Monte Rinjani è una delle tre montagne sacre insieme a Agung e Bromo.
All’interno dell’immensa caldera, a 600 metri sotto il bordo, c’è un bellissimo lago blu cobalto largo ben 6 km, chiamato Danau Segara Anak (figlio del Mare).  I balinesi gettano gioielli e oggetti preziosi nel lago durante la cerimonia “pekelan” prima di continuare la scalata fino alla vetta sacra.

Monte Semeru, Giava

 Monte Semeru, Giava

Parte dell’enorme massiccio Tengger, il cono vulcanico del Monte Semeru è la vetta più alta di Giava, a 3,676 metri di altitudine.
Conosciuto anche in nome di Maha Meru (Grande Montagna), è visto dagli indù come la montagna più sacra di tutte e padre del Monte Agung di Bali.
Semeru è uno dei vulcani più attivi di Giava, in uno stato di pressoché costante eruzione fin dal 1818. A seguito della violenta eruzione nel 1981, hanno perso la vita 250 persone .

Kawah Ijen, Giava

 Kawah Ijen, Giava

L’ideale è passare la notte in una traquilla piantagione di caffè prima di scalare il Kawah Ijen per arrivare a vedere lo spettacolo surreale del lago di zolfo. Il leggendario Ijen Plateau, è una regione vulcanica dominata dalle montagne Ijen, Merapi e Raung. Coperto da una fitta boscaglia alpina e piantagioni di caffè, è una zona scarsamente popolata, dove sorgono piccoli insediamenti isolati.
Le vie d’accesso sono poche e in cattive condizioni, e per questo motivo la regione è visitata da pochi turisti che si recano principalmente per ammirare il lago che sorge all’interno del cratere. I paesaggi tranquilli e il clima temperato, rendono l’altopiano una base ideale per rilassarsi un paio di giorni stando lontani dal caos di Giava.

Ho amato l’Asia subito, dal momento in cui ci ho messo piede per la prima volta. Dopodiche’ e’ stato un viaggio continuo, senza soste. Adesso ci vivo e il viaggio continua alla ricerca di nuove esperienze che amo condividere con voi.
3 Responses
  1. noreply@blogger.com'

    Io di questi ho visto solo il Bromo, ma vi assicuro che è uno dei paesaggi più belli al mondo che ho visto con i miei occhi!

  2. ale.dag@libero.it'
    Alessia D'Agostini

    ciao Luca ho letto il tuo articolo sui vulcani. io ho visto sia il Bromo che lo Jien e non c’è spettacolo più bello che abbia visto in altre parti del mondo.