Angkor Wat, Cambogia

Racconto di Viaggo di Mirella Caldarone, fotografa e amica. Ci racconta la sua esperienza in Cambogia.

“Queste arterie tra i segni della rivolta della storia mi attraggono come un pesce è attratto da una mollica in superficie. Guardo il fiume di emozioni che mi lascia il viso rigato dalle sue acque. Questo luogo è il tempio dell’accordo tra uomo e natura, della pacifica e muta interazione.

72199_10201020793155983_1353873975_nMi sento parte di questo processo. Ho nostalgia dei tempi di pace e mi scuote la sofferenza per il passaggio violento dell’uomo sulle scene del mondo. Una grande madre, questa natura che include, raccoglie nelle proprie viscere i segni di precedenti passaggi. Lenta, inesorabile se lasciata indisturbata, e non immobile come può sembrare al nostro sguardo incapace di leggerne i quotidiani accrescimenti micrometrici”.

“I colori e le forme col tempo tendono ad assomigliarsi. L’acqua, il sole, il vento e tutti i processi ossidativi rendono gli elementi marroni, verdi, smussati, assottigliati, simili tra loro, quindi. Perfino enormi blocchi di pietre poste lì con elefantiaci sforzi di posizionamento, formano ammassi indefiniti. Viene su la forza delle radici che destruttura anche le idee imperatrici più lungimiranti. Il rapporto aureo delle forme bisognerà cercarlo tra le macerie.

Quanto avrà vissuto nel silenzio tutto questo? Quante centinaia di anni avrà regnato questa pace per dare il tempo alla natura di creare queste cattedrali di bellezza?
PACE: questo è il messaggio che esala da questi luoghi.
La pace possibile, la pace della possibile convivenza.

(da “Viaggio in Asia”)
By Mirella Caldarone (Fotografa)
Per maggiori informazioni su questo articolo potete contattare Mirella via email su
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Ho amato l’Asia subito, dal momento in cui ci ho messo piede per la prima volta. Dopodiche’ e’ stato un viaggio continuo, senza soste. Adesso ci vivo e il viaggio continua alla ricerca di nuove esperienze che amo condividere con voi.